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- la
Lega e La Federazione -
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Probabilmente
la prima domanda è: Wheelchair Hockey, di cosa si tratta?
Del resto non siamo ancora così famosi da essere conosciuti da tutti, ma
è proprio per questo motivo che ci troviamo qui a scrivere.
E' bene presentarsi: siamo la WHL (Wheelchair Hockey League) e da 10 anni
siamo l'organizzazione chw,gestisce e promuove l'hockey in carrozzina. Per
conto della F.I.W.H. (Federazione Italiana Wheelchair Hockey) dal 2003
gestiamo il campionato nazionale che dalla stesso anno gode del
riconoscimento della F.I.S.D. e del neonato Comitato Paraolimpico
Internazionale.
Piccolo
dettaglio: si tratta di carrozzine elettriche e di atleti distrofici.
Curioso no?
Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in questi anni, sia dal
punto di vista sportivo che umano. Decine di giovani ragazzi, che spesso
si trovano a dover lottare contro qualcosa che gli assorbe in toto la
vita, hanno potuto giocare, divertirsi, respirare l'aria dell'agonismo,
vivere lo spirito di un ritiro pre-gara piuttosto che una vera e propria
trasferta a caccia di punti sul campo dell'avversario.
Ad oggi esistono circa 14 squadre che danno vita, in numero non sempre
uguale, al campionato nazionale di Wheelchair Hockey:
Genova, Palermo,Ancona, Bologna, Milano, Monza,Varese, Napoli, Padova,
Reggio Emilia, Roma, Torino e Trapani. Con città che vivono anche
l’emozione del derby
Il campionato nazionale è costituito da tre gironi, si cerca di dividere
l'Italia in modo geograficamente equilibrato, e si svolge tra Novembre a
Giugno con le finali nazionali che solitamente si esauriscono a cavallo
tra Maggio e Giugno.
Alle finali partecipano le migliori otto squadre del campionato che si
contendono il titolo Italiano all'interno della suggestiva cornice dei
Play-off.
Inutile parlare di socializzazione e spirito di gruppo, sarebbe troppo
ovvio, ma i forti legami che si stabiliscono praticando e vivendo questo
sport sono indelebili: amicizie, scambio di esperienze, mutuo soccorso e
possibilità per le famiglie di avere un'occasione di confronto e feedback
fra i vari pianeti della “costellazione handicap”.
Spesso è difficile supportare la macchina organizzativa del campionato
nazionale, ma l'esperienza è dalla nostra parte e in più gli stessi
ragazzi che praticano questo sport fanno parte integrante del grande
motore. Sono gli stessi atleti a gestire assieme a dirigenti e allenatori
qualificati le loro squadre; sono gli stessi ragazzi che per mezzo del
loro team hanno imparato a vivere relazionandosi con gli altri (normo-dotati
o disabili che siano); sono gli stessi ragazzi che hanno imparato quali
sono le loro possibilità, i loro limiti, la loro voglia di vincere e la
gioia di aver partecipato; sono gli stessi ragazzi che si preoccupano
degli allenamenti (solitamente, almeno uno a settimana), di trovare le
palestre che li ospita e di escogitare la giusta tattica per vincere la
prossima partita.
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- Il
gioco -
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Praticare
il Wheelchair Hockey è facile, per tutti i dettagli abbiamo predisposto
dei contatti a cui potrete fare riferimento, ma dovendosi descrivere
possiamo dire che si tratta di uno sport indoor (a parte i favolosi
allenamenti all'aria aperta dal sapore primaverile…), che si pratica
all'interno di un campo delimitato da una sponda alta 20 cm e grande
all'incirca come le dimensioni di un campo di Basket;
si gioca 5 contro 5 e la squadra è composta da Mazze e Stick. Ogni
compagine può avere al suo interno al massimo 3 componenti che per
giocare utilizzano una mazza da Hockey, adeguata per dimensioni e peso
(solitamente la utilizzano gli atleti distrofici con maggiori capacità
motorie residue), mentre il numero di stick è libero. Per “stick” si
intendono quegli atleti che, avendo un tipo di handicap più grave, non
sono in grado di maneggiare la mazza, e giocano grazie ad un’appendice
in Teflon o Policarbonato, che fissano su entrambi i pedali dove
appoggiano i piedi. Lo stick permette loro di venire a contatto con la
pallina da gioco e poter così partecipare attivamente all'azione. Certo
è più facile giocare che raccontare come si fa, e per questo motivo
abbiamo pensato che sarebbe giusto dare dimostrazione di questo sport,
magari con una partita della grande nazionale Italiana (è sì…c'è pure
la nazionale), oppure con una delle Società Sportive che partecipano al
campionato.
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- Lo
spirito -
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Ogni
squadra si è infatti costituita in Società Sportiva grazie alla
collaborazione fra "disabili e "normo-dotati", e i ragazzi
che la animano sono dei veri e propri manager o meglio, operatori sportivi
e culturali … Sarebbe bello riuscire ad organizzare delle amichevoli al
fine di far conoscere ai vostri iscritti una possibilità così unica come
quella di diventare autentici atleti; oppure organizzare degli incontri
assieme ai nostri dirigenti con lo scopo di visionare attraverso
videotape, qualche atleta esperto e qualche giovane promessa dell’Hockey.
Il nostro è uno sport nato per tappare il buco nero che c'era nella
pratica della disciplina sportiva rapportata agli handicap gravi, troppo
spesso abbandonati a se stessi ed etichettati come non idonei alla pratica
dello sport di squadra. Noi da anni stiamo cercando di dimostrare il
contrario, e siamo sicuri di raggiungere lo scopo.
Provate a chiedere a qualunque atleta…
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- A
chi rivolgersi -
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Se risiedi
in una delle città o in una delle zone dove già esiste una squadre
potrai iniziare a prendere confidenza con questo gioco, capace di
sviluppare in equal misura l'agonismo e l'amicizia con i tuoi compagni.
Se invece, non vivi in una città o zona dove è presente alcuna
squadra,… è il momento giusto per costruirne una!!!
Puoi
contattare uno dei rappresentati
regionali, o se non
ne esiste uno, direttamente il responsabile
del settore tecnico.
Occorre quindi cercare altri quattro intrepidi aspiranti giocatori, di
cui, almeno due giochino utilizzando lo stick (uno di questi deve essere
il portiere). Reperire una palestra dove allenarsi.
Procurarsi l'attrezzatura per poter giocare: le mazze, le palline e gli
stick (per i giocatori che non riescono ad utilizzare la mazza).
Contattare altre squadre per organizzare una amichevole e confrontarsi con
chi ha già un po' di esperienza alle spalle.
Vedrai che riuscirai a comprendere la reale dinamica di questo sport e
farti prendere dall'entusiasmo sarà cosa naturale!
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